COS'E'?

È l'espressione della comunità parrocchiale che vive e cammina insieme.
 E' segno di comunione e collaborazione tra Sacerdoti e laici e dei laici tra di loro.
 È la risposta all'invito rivolto da Papa Giovanni Paolo II ai laici: “Siete Chiesa! ... e lo dovete DIMOSTRARE anche con una aperta COMUNIONE e COLLABORAZIONE fra i vostri diversi carismi, le diverse forme di apostolato e di servizio, promuovendo la vostra integrazione nelle Chiese Particolari e nelle comunità parrocchiali, dove si riunisce e si raccoglie abitualmente la famiglia di Dio”.

 

CHE COSA FA?

Promuove, sostiene, coordina, verifica tutta l'attività pastorale della parrocchia, al fine di suscitare la partecipazione attiva delle sue varie componenti nell'unica missione della Chiesa: evangelizzare,santificare e servire l'uomo nella carità. 
Ha carattere consultivo: è chiamato a porsi in ascolto del Signore che guida la sua Chiesa, a leggere i segni dei tempi alla luce della fede.
 Fa costantemente riferimento ai principi Dottrinali e pastorali espressi dalla Chiesa universale e dalla Conferenza Episcopale Italiana, nell'osservanza delle norme dettate dal Diritto Canonico e delle disposizioni e indicazioni del Vescovo Diocesano. 
Ha carattere rappresentativo. Esso esprime l'intera comunità parrocchiale. Ciascun membro, anche rappresentante di particolari realtà Ecclesiali, è chiamato a guardare alla vita della comunità nel suo insieme; così ogni soggetto particolare diventa un dono per l'edificazione dell'unica comunità.

 

DA CHI È FORMATO?

È formato da cristiani che sono chiamati a vivere l'esperienza di fede e 
comunione ecclesiale nella collaborazione e nel servizio.
Assieme ai membri di diritto: Parroco, vicario parrocchiale, rappresentante dei religiosi, presidente parrocchiale di Azione Cattolica, eventuali diaconi, ne fanno parte membri eletti dalla comunità, e membri cooptati(qualora non fossero già stati eletti dalla comunità) cioè i rappresentanti dei Gruppi Parrocchiali eletti dai componenti dei gruppi stessi un rappresentante del Comitato di gestione della scuola materna, un rappresentante del Consiglio per gli Affari Economici della parrocchia.

 

ELENCO DEI COMPONENTI:

  • Don Roberto Tortella - parroco [presidente cpp]
  • Don Alessandro Valbusa - vicario parrocchiale [vicepresidente cpp]
  • Bonomo Enrichetta - eletta dalla comunità parrocchiale e moderatrice
  • Bosetto Claudio - segretario del cpp e Circolo Noi
  • Suor Flavia - comunità Suore scuola dell'infanzia
  • suor Lina - comunità Suore scuola dell'infanzia
  • Suor Lucia - comunità Suore Visitazione (per la pastorale parrocchiale)
  • Suor Letizia - comunità Suore Visitazione (per la pastorale parroocchiale)
  • Orlandi Daniele - Presidente della Scuola dell'infanzia
  • Salvano Annamaria - presidente Carità Vass
  • Panzarini Paolo - presidente Circolo Noi e Palio del Redentore (eletto anche dalla comunità)
  • Tomelleri Caterina - presidente Corale parrocchiale
  • Rigatelli Marco - eletto dal Cpp per la scuola dell'infanzia
  • Castellini Nicoletta - eletta dalla comunità parrocchiale
  • Sorio Mario - eletto dalla comunità parrocchiale
  • Brutti Maria Luisa - eletta dalla comunità parrocchiale
  • Cona Alessandra - eletta dalla comunità parrocchiale e referente Coro Raggi di Sol
  • Cona Luciano - per Ministri della Comunione
  • Albertini Luca - per la pastorale battesimale
  • Gugolati Claudia - per la pastorale battesimale
  • Brotto Maria Rosa - gruppo Carità Vass
  • Castellani Renzo - gruppo missionario
  • Dalla Verde Claudio - gruppo sposi e dal consiglio affari economici
  • Corsi Federico - gruppo giovani sposi
  • Fusco Grazia - gruppo giovani sposi
  • Alessio Abbiati - animatori adolescenti e giovani
  • Boscaini Emanuele - animatori adolescenti e giovani
  • Brendaglia Flavia - catechiste elementari
  • Recchia Nadia - catechiste medie
  • Spinelli Mauro - in riferimento al Moving Sport – Circolo Noi
  • Fantoni Carlo - in riferimento al mondo dello Sport

 

 

PROPONIAMO UNA BREVE RELAZIONE DI UN GRUPPO DI LAVORO DELL'ULTIMO CONSIGLIO PASTORALE DI MAGGIO 2016

Il dialogo è necessario per fare strada assieme, discutere e dialogare non significa che la mia idea sia quella giusta e sia quella da imporre, camminare assieme è un poco come rimanere aperti per cogliere la verità che c'è in ciascuno, senza rompere, senza chiudere. Ci è data la possibilità di un dialogo profondo di ricerca che ci fa crescere, in ambito pastorale ma anche fraterno, familiare.
Partendo da "ie sempre quei" magari non sia un nostro errore nel non sapere dialogare o nel non volere dialogare con le altre realtà presenti all'interno del nostro paese, forse perché aspettiamo che gli altri vengano anziché andare noi da loro.
È necessario imparare che gli altri possano pensarla diversamente da noi ed è altrettanto importante che gli altri cerchino di muoversi verso di noi. Anche in loro deve scattare la voglia di ricerca nei nostri confronti.
Dobbiamo essere convinti che la varietà di opinioni non è un pericolo per noi ma ci aiuta a crescere.
Il mondo è cambiato in brevissimo tempo (mi riferisco al modo di vivere) anche i nostri gruppi di riferimento dovrebbero cercare qualche cosa di diverso rispetto alla consuetudine, dovremo anche noi accelerare il nostro cambiamento, reinventarci per riuscire ad annunciare il Vangelo nel contesto in cui viviamo. I nostri gruppi dovrebbero diventare portatori sani di ciò che viviamo e non di cose raccontate. Emerge la necessità che "il mio gruppo" ripensi il motivo per il quale sono nati.
Camminare, uscire, andare da...è necessario avviare esperienze che facciano sentire a casa chiunque avviciniamo, linguaggi che possano essere recepiti da tutti (per esempio l'esperienza che si vive durante il pellegrinaggio coinvolge un numero grande di persone che possono soltanto camminare vicino a te anche non vivendolo da pellegrino, se non verso la fine quando la stanchezza ti assale. Nei giorni successivi però ti saluta e ti dice sai che patrocinerò anche la prossima volta. Forse occorre fare un passo indietro rispetto alle serietà degli eventi proposti per farne tre in avanti nel coinvolgere le persone.
Testimonianza ed esempio di ciò che sono, sono le uniche cose che posso portare. Apprezzo la facilità di messaggio del Papa ma trovo che sia di difficile applicazione: per esempio parlare della pazienza in un'epoca nella quale fatichiamo ad ascoltare è fatica. 
Il nostro ruolo qual'è? La famiglia che sceglie di non battezzare, è nostro compito giudicarla? Forse è meglio accompagnarla perché nella nostra società i nostri valori sono latenti. 
Guardare dall'alto non per giudicare ma per vedere le cose a 360 gradi, mettendosi in discussione. Testimoniare cercando di portare un messaggio a partire dalla nostra fede.

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