"Una fede che non diventa cultura è una fede non pienamente accolta, non interamente pensata, non fedelmente vissuta."
Giovanni Paolo II
Maria Stella dell'Evangelizzazione
(Patrona di Telepace)
nella nostra comunità di Caselle dal 19 al 27 febbraio
Il Circolo culturale parrocchiale IL FARO
ha organizzato Lunedì 24 gennaio
presso la chiesa parrocchiale di Caselle di Sommacampagna
un incontro sul tema:
SETTE OCCULTE
realtà odierna o fenomeno della fantasia romanticista
relatore: don Aldo Bonaiuto
della associazione Comunità papa Giovanni XXIIII
L’invito è rivolto alle famiglie , sia ai genitori che a preadolescenti e adolescenti per stimolare una riflessione su un tema che non è frutto della letteratura romanticistica ma che è una realtà attuale dove l’associazione Comunità papa Giovanni XXIII è impegnata quotidianamente nell’assistere persone che ne sono rimaste vittime.
La Comunità Papa Giovanni XXIII si è attivata da diversi anni per contrastare il dilagante fenomeno delle sette occulte, che creano vittime e nuove forme di schiavitù nella nostra società.
Il Servizio Antisette Occulte nasce nel 2002 dall'esigenza di attivarsi nella lotta contro il dilagante fenomeno delle sette occulte, che creano vittime e nuove forme di schiavitù nella nostra società.
Il Servizio Anti sette occulte collabora dal novembre 2006 con la Polizia di Stato nel gruppo di indagine denominato S.A.S.(Squadra Anti Sette).
Don Aldo Buonaiuto è l’animatore generale di questo servizio
il blog di Don Aldo
associazione papa Giovanni XXIII
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Il nuovo quotidiano cattolico online

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Meno male che esite il web !
In un momento come l'attuale, dove i grandi media nazionali e internazionali fanno a gara per gettare fango su Benedetto XVI e la Chiesa apprezziamo internet. Possiamo ascoltare "fortunatamente" anche altre voci: dai media ai vari blog cattolici. Possiamo correggere (almeno in parte) le notizie distorte e i falsi scoop (di 30anni fa) che vengono da tv e giornali orami evidentemente manovrati, chissa da chi ?. Tenete d'occhio gli indirizzi presenti nella sezione link "siti e blog cattolici" e in particolre il sito
Questo sito aggiornato molte volte durante il giorno fa un po' da rassegna stampa "critica" di tutte le notizie che riguardano la Chiesa.
Dal sito www.tempi.IT :
Come si zittisce la Chiesa
Se il nemico non si arrende, basta buttarla in calunnia di Bruno Mastroianni
Problema: come si fa a zittire la Chiesa? É incontrollabile dal punto di vista economico (non agisce per lucro), inattaccabile da quello culturale (non ha paura di dire la sua controcorrente), è molto presente a livello sociale nella vita delle persone. Soluzione: bisogna agire sul terreno dell´emotività , magari con delle accuse odiose al suo capofila. Non importa se infondate, vecchie e già chiuse, basta tirarle fuori una alla volta, in modo che rimanga un´impressione sgradevole sul Papa. Così è stato fatto. A partire da suo fratello, con episodi (degli anni Cinquanta!) a cui era estraneo, tanto per inserire un "Ratzinger" nei titoli. Per proseguire con il caso di "padre H" a Monaco (anche questo antico e strachiuso) tanto per nominare l´ "arcivescovo Ratzinger". E poi il New York Times, smentito dalle stesse carte che produceva (tanto chi si prende la briga di leggerle?). E poi la serie di antichità pedofiliache che ci stanno ammorbando da settimane. É una procedura vecchia come la storia del mondo: quando una cultura dominante avverte di non avere più presa, cerca di far fuori le culture concorrenti (più vitali), usando il potere. É successo durante la caduta dell´impero Romano, é successo con il declino dell´:Ancien Régime. Non ha mai funzionato. Il marasma mediatico pedofilo-fobico; uno dei tanti sussulti della fine dell´epoca moderna. É l´opposizione scomposta di una certa cultura di fronte al modello di cristiano ÷ libero, razionale e pieno di fede ÷ che Benedetto XVI rappresenta.
Impossibile fronteggiarlo sul piano dell´intelligenza
Le notizie:
Dal sito www.libertaepersona.org :
Considerazioni sulla Caritas in Veritate, enciclica dimenticata
Se un fatto emerge dalla campagna di stampa sui casi di pedofilia che hanno riguardato la Chiesa Cattolica è che l´obbiettivo dichiarato non è quello perseguito, non è la soluzione del problema "pedofilia". ......... Se andiamo alla ricerca di un movente possiamo cercare nell´operato dell´ultimo anno, andare indietro di otto mesi per individuare una possibile azione che ha causato tanta ostilità il riferimento é alla pubblicazione della lettera enciclica "Caritas in Veritate". L´enciclica é fatto una forte denuncia dei veri scandali della nostra epoca, in essa avviene lo smascheramento dei meccanismi perversi e non inconsapevoli di un sistema economico che tiene la maggioranza della popolazione mondiale in una situazione di miseria tutt´altro che inevitabile. Questo scandalo, il vero scandalo, viene però celato a quella stessa opinione pubblica che invece viene cosí esaurientemente, con ridondanza e anche con citazioni erronee, informata di ogni dettaglio degli ultimi cinquant´anni di deviazioni da parte di ecclesiastici..........
La passione di papa Benedetto. Sei accuse, una domanda
La pedofilia è solo l´ultima delle armi puntate contro Joseph Ratzinger. E ogni volta egli è attaccato dove più esercita il suo ruolo di guida. Uno ad uno, i punti critici di questo pontificato di Sandro Magister ROMA, 7 aprile 2010 L´attacco che colpisce papa Joseph Ratzinger con l´arma dello scandalo dato da preti della sua Chiesa è una costante di questo pontificato. È una costante perchè ogni volta, su un terreno diverso, è colpito in Benedetto XVI proprio l´uomo che ha operato e opera, su quello stesso terreno, con più lungimiranza, con più risolutezza e con più frutto......
Gli articoli de “il Faro „
Pubblicato nel notiziario parrocchiale del marzo 2008 ma sempre più attuale pubblichiamo questo intervento dal Vice Presidente del Consiglio Pastorale
DOTTRINA SOCIALE DELLE CHIESA ED ECONOMIA
La dottrina sociale della chiesa invita gli operatori economici e finanziari ad agire con criteri socialmente responsabili. Se la globalizzazione ha introdotto nuovi concetti economici ha comunque sottolineato la necessità di uno sviluppo sostenibile. Oggi il capitalismo, nato dall'individualismo, dal razionalismo anglo-sassone, non è in grado di creare sviluppo, ma solo ricchezza economica. Un mercato regolato da norme rispettose della persona e dalla presenza di istituzioni legittimate potrebbe offrire dei vantaggi all'umanità se si considerasse, al di là della dimensione quantitativa dello sviluppo economico, il cosiddetto benessere complessivo, un concetto che tiene conto di tutte le dimensioni fondamentali della persona, a partire da quella relazionale. Il PIL che misura il prodotto interno lordo di una nazione, in quanto somma di tutti i beni e servizi prodotti in un paese nel corso di un anno, dovrebbe iniziare a quantificare anche la qualità ambientale e di vita. L'economia attuale domanda di essere l'economia della felicità perché la persona, una volta soddisfatti i bisogni primari, individuati nel 1954 da Maslow (divulgati nel libro Motivation and Personalità), manifesta bisogni associativi, relazionali. Sostituire l'obiettivo della crescita del PIL ad ogni costo con l'obiettivo di uno sviluppo socialmente ed ecologicamente sostenibile significa promuovere una visione dell'uomo in quanto risorsa che lo renda consapevole di contribuire al benessere collettivo. E pensare al benessere delle popolazioni del sud del mondo se trascuriamo la salvaguardia dell'ambiente in quanto ci è stato affidato per porlo nelle mani delle generazioni future. È necessario rivedere la logica economica ponendola a servizio della persona: " imprenditori e manager devono ripensare il concetto di proprietà " afferma Carlo Garbagnati, direttore generale delle Catene Regina- l'azienda non è del padrone o della dirigenza, cui spettano le decisioni, ma è un bene che ci è stato dato e che dovremo restituire. A partire dalle imprese cristiane è importante per il buon andamento degli affari che nell'ambiente di lavoro , ogni dipendente venga valorizzato" (tratto da Avvenire del 03-02-2008). Ciò significa che la massimizzazione del profitto volta a favorire gli investimenti e la crescita produttiva delle imprese non può essere il fine ultimo dell'economia al quale sacrificare la qualità dell'ambiente, il tempo da dedicare alla vita relazionale e spirituale. E progressivamente aumentato il costo del tempo libero, è richiesta sempre più la mobilità del fattore lavoro a scapito della cura delle relazioni con il conseguente impoverimento relazionale di tutta la società. La visione dell'uomo che ci viene dalla Bibbia e che la fede cristiana propone ha come obiettivo la realizzazione integrale di tutto l'uomo e di tutti gli uomini ed è quindi un dovere, una possibilità, un'esigenza di tutta la comunità umana cambiare stili di vita.
Anna Maria Olivetto
In libreria:
"Evoluzionismo: il tramonto di un'ipotesi"
PASSIONE DI CRISTO, PASSIONE DELL'UOMO
Durante la Quaresima 2009 abbiamo vissuto degli incontri con una serie di reltà di sofferenza spirituale e fisica . I filmati di questi incontri sono visibili nella sezione faro-webtv
Abbiamo avuto come testimoni :
Roberto Vesentini (vicario del Vescovo per per il mondo della salute e della sofferenza).
Perchè il dolore e la sofferenza ?
Padre Matteo dei Comboniani :
La passione dei cristiani d'Africa
don Carlo Vinco :
La passione dei miei malati di AIDS
Dott. A. Disperati :
Valore dell'uomo in fase terminale e vegetativa
fra' Beppe Prioli :
"40 anni tra i lupi" - La passione di chi è in carcere
Luigi Gelmini :
"Dalla sofferenza alla gioia" - Io ero un bambino che ci vedeva, poi una bomba...
UN PERICOLOSO DEFICIT DI CULTURA
Dal sito della Diocesi di Verona : articolo del Vicario don Mario Masina :
Fare e organizzare è sempre stato il nostro forte. Inutile nasconderlo: le nostre parrocchie, anche le più piccole, sanno manifestare una vitalità invidiabile, specie in tempi segnati da disaffezione nei confronti di ciò che sa di religione e chiesa. Catechismo per i ragazzi e incontri per i genitori, attenzione verso i malati e sensibilità missionaria, carità, celebrazioni e preghiera, non mancano da nessuna parte. E fin qui tutto bene. Alcuni tra i più sensibili si stanno domandando se tutto questo non vada ripensato su basi diverse e non necessiti di un discernimento. Ecco allora farsi avanti interessanti sperimentazioni per rinnovare l´iniziazione cristiana e la pastorale famigliare, per riprogettare i cammini per fidanzati e la catechesi battesimale. E fin qui tutto bene (o quasi). Resta però l´impressione di una certa autoreferenzialità, come se, una volta risolte tutte queste incombenze, fosse stato assolto il proprio compito. «La parrocchia deve fuggire la tentazione di chiudersi in se stessa, paga dell´esperienza gratificante di comunione che può realizzare tra quanti ne condividono l´esplicita appartenenza». La messa in guardia viene dal documento dei vescovi italiani sulla parrocchia (nº 13). A dire il vero sull´esplicita appartenenza ci sarebbe qualcosa da dire, dal momento che oggi essa pare piuttosto in crisi. Prendiamo per buona, invece, la provocazione a non chiudersi a riccio. A questo proposito, si potrebbe obiettare che parrocchie chiuse non ne sono mai viste, se non altro per il fatto che le porte delle chiese sono ben spalancate a chiunque ci voglia entrare, senza bodyguard sul sagrato, a selezionare gli aventi diritto all´ingresso. Ma esiste un reale pericolo di introversione pastorale? Pare proprio di sì e si configura soprattutto nel fatto che spesso gli incontri che si fanno in parrocchia si esauriscono in questioni bibliche o liturgiche, ricche di esortazioni ai buoni sentimenti e di consigli spirituali. Tutte cose sacrosante, ma che non incrociano i reali problemi sui quali oggi la gente è chiamata a misurarsi. Di qui, per tutti, il dovere «di attrezzarsi culturalmente in modo più adeguato, per incrociare con determinazione lo sguardo spesso distratto degli uomini e delle donne d´oggi». Così afferma il medesimo documento. Attrezzarsi culturalmente! Non un consiglio. Un dovere! Perchè l´impressione è che la nostra pastorale soffra di un pericoloso deficit di cultura. La prima cosa da fare è allora prendere coscienza della situazione e scegliere la cura adatta. E questa parte dagli operatori: preti, religiosi e laici comincino a ragionare e confrontarsi sulle questioni più spinose del dibattito pubblico. Non per il gusto di rincorrere i temi più alla moda, ma per individuare le sfide sulle quali il Vangelo è chiamato a misurarsi, dall´economia alla politica, dal sapere scientifico alla questione sociale, dal lavoro alla qualità della vita. Determinante per la parrocchia non sarà organizzare il grest o la sagra del patrono, la gita per gli anziani o la raccolta per le missioni. La prima linea dalla quale sparare le nostre cartucce sarà quella culturale. O cominciamo a fare mentalità o ci condanneranno « e ci condanneremo » all´irrilevanza.
Dal sito www.totustuus.net :
La passione di papa Benedetto. Sei accuse, una domanda
La pedofilia è solo l´ultima delle armi puntate contro Joseph Ratzinger. E ogni volta egli è attaccato dove più esercita il suo ruolo di guida. Uno ad uno, i punti critici di questo pontificato di Sandro Magister ROMA, 7 aprile 2010 L´attacco che colpisce papa Joseph Ratzinger con l´arma dello scandalo dato da preti della sua Chiesa è una costante di questo pontificato. È una costante perchè ogni volta, su un terreno diverso, è colpito in Benedetto XVI proprio l´uomo che ha operato e opera, su quello stesso terreno, con più lungimiranza, con più risolutezza e con più frutto......
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